
La politica economica nazionale, a cominciare già dall' Unità nazionale del 1861, è sempre stata improntata e orientata da una parte a rafforzare la borghesia industriale del Nord e dall' altra a proteggere la borghesia terriera del Meridione. Ai danni di questa impostazione che ha prodotto solo un perdurante squilibrio nazionale dello sviluppo economico dell' Italia si è ovviato prima con l' emigrazione interna e/o esterna, poi con l' avvio della costruzione delle famose, e famigerate, cattedrali nel deserto, adesso con il turismo a gogo degli agriturismi, delle sagre, delle manifestazioni pseudoculturali-culinarie, delle cantine aperte e semichiuse, ecc. ecc.Insomma, si ha l' impressione che la questione del sottosviluppo del Meridione non si voglia ancora affrontare con serietà. In particolare, la questione del turismo meridionale va affrontata in un più ampio progetto di sviluppo socio-economico-industriale generale.
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