mercoledì 20 gennaio 2010

Green Communication

Mercoledí 20.01.2010 09:39
Se la "green economy" è l'economia del futuro, così la "green communication" diventerà il nuovo standard della comunicazione. Parola di Diego Masi, presidente di Assocomunicazione, che pone questa tesi alla base del suo nuovo libro “Go Green – Il nuovo trend della comunicazione”, appena pubblicato da Fausto Lupetti Editore.
“Così come il verde diventerà pian piano il colore dominante, il nostro modo di vivere, la realtà quotidiana, la Green Communication - scrive Masi - diventerà il nuovo standard della comunicazione. E svolgerà un ruolo di primo piano nel definire un modello d’agenzia innovativo, che aiuterà la industry a uscire da una crisi strutturale in cui versa da troppo tempo, restituendole dignità e importanza”.
Se la parola “green” è oggi sulla bocca di tutti, occupa le prime pagine dei giornali, compare nei programmi delle principali figure della scena politica mondiale, la green economy è, secondo Masi, qualcosa di più della somma di tutti i possibili lavori collegati a una svolta “verde” nel campo dell’economia: si tratta di una rivoluzione del modo di vivere degli abitanti del pianeta per cercare di cambiare un sistema che ci sta portando all’autodistruzione. I dati parlano chiaro: il fattore umano sta influenzando il clima con vaste emissioni di gas serra dovute non solo allo sfruttamento di combustibili fossili ma anche alla deforestazione, all’agricoltura e agli allevamenti intensivi e all’industrializzazione.
La copertina del libro
Diego Masi parte dalla ricerca “Gli italiani, la Green Economy & Communication”, realizzata da GfK-Eurisko per UPA e AssoComunicazione. Un ritratto del nuovo consumatore che lascia poco spazio ai dubbi: la rivoluzione verde è appena iniziata, ma come tutte le rivoluzioni che partono dal basso cambierà la nostra realtà fino a diventare normalità. L’energia che fa girare il mondo non sarà più la stessa e, come è accaduto in passato con il carbone prima e con il petrolio poi, trasformerà radicalmente la società in cui viviamo.
Un aspetto della trasformazione è la nuova figura del consumatore: consapevole, informato, autonomo, sempre meno influenzato dalla comunicazione commerciale. Il cittadino-consumatore ha un potente mezzo a sua disposizione, il web, dove le conversazioni tra gli utenti, le opinioni dei blogger, valgono più di ogni spot e dove le regole del gioco sono chiarezza e trasparenza. La campagna elettorale di Obama ne è la dimostrazione. E non è un caso che le tematiche green siano in cima all’agenda del presidente.

Così, fra recessione, green economy e consumatori critici, le aziende devono cambiare le loro strategie, mentre i professionisti della comunicazione devono assumere un ruolo più progettuale e di consulenza per dare un significato sociale e culturale alla marca. La parola d’ordine sarà "brand reputation" e per costruirla non bastano budget stellari: occorrono tempo, lungimiranza, creatività e non solo. Perché la reputazione si crea in modo onesto, trasparente, etico.

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