In altri termini la Soprintendenza punta a coinvolgere le amministrazioni locali dando loro la possibilità di utilizzare l’acquedotto come infrastruttura di servizio agli abitanti, ma anche come fattore di catalizzazione dei flussi turistici in visita alla Reggia che da qui potrebbero spostarsi verso le aree montuose interne ricche di monumenti e di tradizioni culturali. Dunque, salvaguardia, recupero, ma anche fruizione nel futuro dell’Acquedotto Carolino. Obiettivi che sono alla base di un progetto che esiste già. Si tratta dello studio di fattibilità svolto dalla Facoltà di Ingegneria della Seconda università di Napoli con il coordinamento scientifico del preside della stessa facoltà, Michele Di Natale, per conto delle Province di Benevento e di Caserta, dell’Agenzia del Demanio e della Soprintendenza di Caserta.
Le proposte di riutilizzo e di riqualificazione dell’Acquedotto, secondo quanto viene dimostrato nel progetto Sun, vanno inquadrate in due problematiche distinte, ma nello stesso tempo strettamente connesse tra di loro: l’aspetto acquedottistico del sistema e quello ambientale e storico-architettonico. Il progetto, secondo quanto sostiene il preside Di Natale, è realizzabile anche grazie alla disponibilità di fondi comunitari. Gli interventi strutturali previsti dal piano dovranno incidere sull’eliminazione delle perdite che si verificano lungo il corso, sugli interventi di risanamento strutturale e funzionale dei manufatti, sulla costruzione di impianti di potabilizzazione e sulla realizzazione di un moderno sistema di monitoraggio dell’acquedotto. Dal punto di vista turistico, il progetto propone, riprendendo i vecchi sentieri che furono utilizzati per la costruzione dell’opera, la realizzazione di un «sistema di viabilità a rete» con percorsi pedonali, ciclabili ed in parte automobilistici capaci di rendere più fruibile l’area e di dare vita ad attività turistiche rivitalizzando opportunamente i singolari manufatti dell’acquedotto (i torrini), i casolari accessori (Casina del Duca), i punti di sosta ed accoglienza (ostelli).
Lidia Luberto
02 febbraio 2010

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