martedì 2 febbraio 2010

Acquedotto dei Borboni

CASERTA — L’Acquedotto Carolino, da ieri, è ufficialmente nelle mani della Soprintendenza ai beni artistici di Caserta. Il passaggio di consegne dall’Agenzia del Demanio alla stessa Soprintendenza, formalizzato negli uffici della Reggia di Caserta, costituisce la premessa indispensabile per il recupero, la salvaguardia e una più ampia fruizione di questa grandiosa opera inserita dall’Unesco, dal 1997, nel patrimonio mondiale dell’Umanità. Molti i progetti intorno all’acquedotto. «Intanto — ha spiegato la Soprintendente Paola Raffaella David — stiamo per sottoscrivere un protocollo d’intesa con i Comuni attraversati dal condotto e con le province di Caserta e Benevento per la creazione di una struttura giuridica che gestirà l’intera opera. L’organismo— aggiunge la David— avrà sede presso la Soprintendenza e coordinerà gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Fra le sue competenze anche quella di predisporre atti e progetti per il restauro completo del tracciato storico dell’acquedotto e per il recupero e la riqualificazione del paesaggio circostante».

In altri termini la Soprintendenza punta a coinvolgere le amministrazioni locali dando loro la possibilità di utilizzare l’acquedotto come infrastruttura di servizio agli abitanti, ma anche come fattore di catalizzazione dei flussi turistici in visita alla Reggia che da qui potrebbero spostarsi verso le aree montuose interne ricche di monumenti e di tradizioni culturali. Dunque, salvaguardia, recupero, ma anche fruizione nel futuro dell’Acquedotto Carolino. Obiettivi che sono alla base di un progetto che esiste già. Si tratta dello studio di fattibilità svolto dalla Facoltà di Ingegneria della Seconda università di Napoli con il coordinamento scientifico del preside della stessa facoltà, Michele Di Natale, per conto delle Province di Benevento e di Caserta, dell’Agenzia del Demanio e della Soprintendenza di Caserta.

Le proposte di riutilizzo e di riqualificazione dell’Acquedotto, secondo quanto viene dimostrato nel progetto Sun, vanno inquadrate in due problematiche distinte, ma nello stesso tempo strettamente connesse tra di loro: l’aspetto acquedottistico del sistema e quello ambientale e storico-architettonico. Il progetto, secondo quanto sostiene il preside Di Natale, è realizzabile anche grazie alla disponibilità di fondi comunitari. Gli interventi strutturali previsti dal piano dovranno incidere sull’eliminazione delle perdite che si verificano lungo il corso, sugli interventi di risanamento strutturale e funzionale dei manufatti, sulla costruzione di impianti di potabilizzazione e sulla realizzazione di un moderno sistema di monitoraggio dell’acquedotto. Dal punto di vista turistico, il progetto propone, riprendendo i vecchi sentieri che furono utilizzati per la costruzione dell’opera, la realizzazione di un «sistema di viabilità a rete» con percorsi pedonali, ciclabili ed in parte automobilistici capaci di rendere più fruibile l’area e di dare vita ad attività turistiche rivitalizzando opportunamente i singolari manufatti dell’acquedotto (i torrini), i casolari accessori (Casina del Duca), i punti di sosta ed accoglienza (ostelli).

Lidia Luberto
02 febbraio 2010

Nessun commento:

Posta un commento

Blog dell' ambiente

Benvenuto a tutti quelli che visitano questo blog e si interessano delle questioni ambientali e turistiche . Sono graditi consigli e suggerimenti
Welcome
Bienvenu

Lettori fissi