ROMA - L'ecoturismo va. In piena contro tendenza, mentre l'Italia perde quote di visitatori, i parchi fanno il pieno arrivando a 101 milioni di presenze. E' il dato che emerge dal convegno all'orto botanico di Palermo "Parchi come luogo di incontro tra green economy e green society". Una scelta, quella di inserire le 871 aree tutelate come attori principali dell'economia verde, che rovescia la prospettiva tradizionale. La natura protetta serve non solo ad assicurare aria pulita, acqua di qualità, terreno stabile, ma garantisce occupazione facendo girare il contatore del Pil.
E potrebbero andare ancora meglio se si saldassero in modo più coerente, dal punto di vista della gestione e della promozione, i due assett principali dell'appeal turistico del paese: natura e cultura. In Italia abbiamo la metà delle specie vegetali presenti sul territorio europeo e un terzo di quelle animali. I parchi nazionali ospitano oltre 1.700 centri storici, circa 150 musei, quasi 300 tra castelli, rocche e fortificazioni, oltre 70 ville storiche, circa 200 siti archeologici, quasi 300 edifici di culto tra santuari, monasteri e chiese rurali. Mettendo assieme questi dati e la concentrazione di gioielli enogastronomici legati alle aree protette si capisce perché il marchio del parco può diventare un volano di sviluppo economico.
Una prospettiva confermata dalla ricerca del sociologo Aldo Bonomi presentata a Palermo: il valore della partita del turismo natura nel nostro Paese nel 2011 è stato pari a 10,9 miliardi di euro, con una crescita di circa il 3% rispetto al 2010.
"I parchi sono la nostra riserva strategica
E potrebbero andare ancora meglio se si saldassero in modo più coerente, dal punto di vista della gestione e della promozione, i due assett principali dell'appeal turistico del paese: natura e cultura. In Italia abbiamo la metà delle specie vegetali presenti sul territorio europeo e un terzo di quelle animali. I parchi nazionali ospitano oltre 1.700 centri storici, circa 150 musei, quasi 300 tra castelli, rocche e fortificazioni, oltre 70 ville storiche, circa 200 siti archeologici, quasi 300 edifici di culto tra santuari, monasteri e chiese rurali. Mettendo assieme questi dati e la concentrazione di gioielli enogastronomici legati alle aree protette si capisce perché il marchio del parco può diventare un volano di sviluppo economico.
Una prospettiva confermata dalla ricerca del sociologo Aldo Bonomi presentata a Palermo: il valore della partita del turismo natura nel nostro Paese nel 2011 è stato pari a 10,9 miliardi di euro, con una crescita di circa il 3% rispetto al 2010.
"I parchi sono la nostra riserva strategica

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