martedì 18 gennaio 2011
Anche per i Vini Sanniti la Cina è vicina
Torna ad essere protagonista a Shanghai il vino sannita, dove Confagricoltura Benevento, in collaborazione con la «SDM fine Italian food and Wine», ha organizzato un workshop. Quello appena conclusosi, è stato il secondo appuntamento per le aziende sannite del settore, dopo un incontro già avuto a settembre sempre nella capitale economica cinese. Organizzato nell'ambito del progetto «Visas», il vino sannita in vetrina a Shanghaì, cofinanziato da Regione e Unione Europea, la Confagicoltura ha portato in Cina, a Shanghai e Chongqing, una selezione di aziende che hanno presentato, ai numerosi operatori cinesi del settore presenti, falanghina, aglianico, fiano, greco di tufo, e altri vitigni autoctoni, non solo attraverso una degustazione, ma anche grazie a una eccellente pubblicazione in italiano, inglese e cinese, con le schede dettagliate di ogni vino.
«Abbiamo deciso di continuare a promuovere qui il nostro vino - spiega Manfredi Pascarella, direttore di Confagricoltura Benevento che guida la delegazione - perchè crediamo nelle potenzialità enormi di questo mercato. I nostri vini si fanno apprezzare non solo per la loro qualità, ma anche per il fatto che vanno bene per tutte le stagioni, per tutti i gusti, per tutti i cibi». Alla degustazione era presente anche il console italiano Francesco Varriale, il direttore del locale ufficio Ice Maurizio Forte e i rappresentanti delle aziende Mustilli, Vigne Sannite, Vinicola del Titerno, La Guardianese, Cantina del Taburno e Selvatorresi.
«Sicuramente la Cina è un mercato interessante - spiega Paola Mustilli, dell'omonima azienda -, un mercato sul quale ci stiamo affacciando ora, dobbiamo capirlo bene perchè qui non si può sbagliare. Utile la promozione, ma non senza il legame con il territorio che ne identifica la specificità e l'italianità, che ne definisce la qualità». Etichette sannite al top. C’è anche il Sannio nella top ten della prestigiosa classifica di «Gentleman», magazine di Milano-Finanza, che ogni anno indica le migliori cento etichette italiane incrociando le valutazioni delle quattro guide italiane più autorevoli (Gambero Rosso, Veronelli, Luca Maroni ed Espresso), ponendone il risultato a confronto con i voti espressi dal più importante periodico americano del settore, Wine Spectactor, e dal più ascoltato critico enologico degli Stati Uniti, Robert Parker. Il 23° posto di Terra di Rivolta, aglianico del Taburno della Cantina Fattoria La Rivolta, tenendo da parte per un attimo le superdiscusse opinioni sull’importanza delle guide è una “notizia” che riempie senz’altro di orgoglio gli autori e tutta la comunità vinicola dell’area del Taburno. La Superclassifica è sempre molto attesa dagli addetti ai lavori perché si rivolge a target «commercialmente» interessanti e perché capace di stabilire cosa può essere “cult” anche in tema enologico. Sono stati diversi i riconoscimenti ottenuti nello scorso anno dalle guide anche da altre cantine della zona come quello per il Taburno Rosso Serrone 2008 - Nifo Sarrapocchiello che oltre ad essere stato inserito nella «Guida Vini d'Italia» 2011 de L'Espresso, è stato indicato anche nella selezione «ok, il vino è giusto»”, sempre a cura di Enzo Vizzari, che sceglie etichette esemplari nel rapporto qualità-prezzo.
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